RICORDI IN BIANCOVERDE

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  • 2019 - MINUCCI HA SCRITTO UN LIBRO: L'ITALIA DEL BASKET GIA' TREMA"
    Ne da notizia Claudio Pea nel suo sito.
  • 2021 - NON PIU' EUROLEGA MA LE MINORS
    Non serie A, ma C Silver. La Mens Sana ci riprova.
  • 2020 - BASKET IN LUTTO PER LA MORTE DI CARLO RINALDI
    Carlo Rinaldi, ex coach della Mens Sana
  • 2019 - NIKOS ZISIS: "SIENA SEMPRE NEL CUORE"
    Libero da impegni torna a riabbracciare Siena con la famiglia.
  • 2019 - LA NUOVA FINE DELLA MENS SANA
    Cancellati dal campionato di serie A
  • 2018 - ITALIA E SIENA DEL BASKET IN LUTTO
    La morte di "dr.J" Marco Solfrini.
  • 2015 - IL RECUPERO DEI TROFEI
    I trofei vinti ed andati all'asta dopo il fallimento recuperati dai tifosi e Polisportiva.
  • 2015 - TOMMASO INGROSSO: DA MASSA E COZZILE ALLA SERIE A1 PASSANDO DAGLI STATES
    Da sedicenne uno dei prospetti pi interessanti d'Italia
  • 2007 - SUPERCOPPA: SIENA UMILIA TREVISO
    Oltre il 96-50 di fine partita
  • 2005 - MYERS - SIENA ECCO IL DIVORZIO
    Fine di un matrimonio nato il 1 agosto
  • 2004 - "FOFFO" UN AMICO
    La notizia della morte di A.Ford da "Give me five"
  • 2003 - IL CANESTRO FANTASMA DI BARCELLONA
    Bulleri e la Benetton ringraziarono e ebbero la finale
  • 2001 - SORPRESA!! ARRIVA ERGIN ATAMAN
    L'arrivo del "Sultano" raccontata dal Pres. Morrocchi.
  • 2000 - BORIS VS JORDAN
    La sfida sognata
  • 1999 - ANTONIO PONTE A SORPRESA
    L'imprenditore italo-svizzero (socio Robur Siena) acquista il 25% delle quote Mens Sana.
  • 1993 - CARLO CICCARELLI
    Segretario, dirigente, general menager ... una persona vera
  • 1993 - ZANCANELLA PROTAGONISTA COME KOMAZEC E VIDILI
    I fischi arbitrali portarono all'over-time
  • 1991 - "MIMMO": L'ULTIMO ATTO
    Considerazioni e ricordi a fine carriera di Geremia Giroldi
  • 1984 - LA LEGGE DELLA MAIONESE
    Sulla Gazzetta le regole di coach Cardaioli
  • 1979 - A VERVIERS LA PRIMA IN COPPA
    In Coppa Korac la prima esperienza internazionale
  • 1977 - LA SUPPONENZA DI SANTORO
    Aneddoto riportato da Ezio Cardaioli
  • 1976 - MANNESCHI VS IL GRANDE MARZORATI
    A 19 anni incontra il suo idolo
  • 1976 - USCIMMO AL GRIDO: "VENDUTI"
    Campionato sfortunato ma anche da dimenticare
  • 1976 - IL PRIMO AMERICANO: CARL JOHNSON
    La sua presentazione fatta da Paolo Maccherini
  • 1974 - DAL "PREMIO SIMPATIA ALL'INCIDENTE
    I protagonisti: Cardaioli, Brenci e Franceschini
  • 1973 - FILIPPONE ALVARINO ED IL CARDAIOLI
    Come studiare e preparare una partita in quegli anni
  • 1972 - RINALDI: IL BASKET NON GLI HA VOLUTO BENE
    Segretario, dirigente, general menager ... una persona vera
  • 1968 - AL COSPETTO DELLA NAZIONALE RUSSA
    "Bollivano i baiocchi, son bell' cotti
  • 1967 - MENS SANA VS COSTONE
    5 marzo 1976 ore 17, una sfida che segn il futuro
  • 1966 - QUEL DERBY TANTO RICORDATO DAI COSTONIANI
    La prima volta che Mens Sana e Costone si sono incontrate
  • 1965 - MARTA NON COME NOMI
    Marta Pellegrini non ebbe il successo di Nomi Pesciolini
  • 1956 - LA PRIMA TRASFERTA IMPEGNATIVA
    Viaggio in nave impegnativo e costoso
  • 1955 - COSA VIDERO DUE ARBITRI IMPAURITI
    Da una cronaca di Renzo Corsi
  • 1953 - MENS SANA-PISA: AMMISSIONE SPAREGGI PER LA SERIE B
    La prima importante affluenza di pubblico.
  • 1953 - GIOCATORI IMPROVVISATI FALEGNAMI
    Mancavano dei grandoni per il pubblico ... cosa fare?
  • 1953 - SANTINI E GUIDARINI INCANTANO ROMA
    Contro la Stella Azzurra una indimenticabile vittoria
  • 1947/48 IL TIRO DI BONCI
    Il tiro a due mani di Bonci allo scadere




  • 2015 - Il recupero dei trofei.


    Foto: I trofei vinti dalla Mens Sana messi all'Asta Giudiziaria.

    Siena, 04 novembre 2015
    Sospiro di sollievo per i tifosi senesi, infatti, come si evince dal sito ufficiale della Polisportiva Mens Sana Siena 1871 sono stati recuperati in via definitiva i trofei della squadra di pallacanestro. Ecco il comunicato:

    con grande piacere che Mens Sana 1871 comunica ufficialmente la buona riuscita dellasta per il recupero dei trofei della ex Mens Sana Basket Spa.
    Il primo scudetto conquistato da Siena
    Dopo gli infruttuosi tentativi di offerta di acquisto operati per scongiurare unasta dagli esiti incerti, la Societ ha infatti concordato da subito con il Comitato La Mens Sana una Fede una strategia che si poi rivelata vincente anche grazie al coinvolgimento di Banca Cras da subito disponibile a sostenere loperazione.
    Strategia e coordinamento che hanno consentito la riacquisizione dei trofei quali, le coppe vinte dalla prima squadra (Scudetto 2007/2008, 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011, 2011/2012; Supercoppa 2004, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013; Coppa Italia 2009, 2010, 2011, 2012, 2013; Coppa Saporta (copia) 2002), oltre ai titoli e le coppe del settore giovanile.

    PIERO RICCI, PRESIDENTE POLISPORTIVA MENS SANA 1871: C grande soddisfazione nel veder tornare alla Mens Sana i trofei vinti nel glorioso passato biancoverde. Unoperazione che purtroppo ha avuto dei lunghi tempi di gestazione e che non sarebbe stata possibile senza la fondamentale collaborazione dei ragazzi del Comitato Mens Sana una Fede, e di tutti coloro che hanno dimostrato il loro attaccamento alla lunga storia mensanina ed ai suoi colori, anche attraverso una sottoscrizione. Anche per questo un grazie particolare alla Banca Cras, nella persona del Presidente Florio Faccendi, che ha supportato economicamente la riuscita delloperazione dimostrando una sensibilit non comune cos permettendo di sostenere lonere alla sola Polisportiva. Peraltro a queste si andranno ad aggiungere due altri trofei quali lo Scudetto 2003/2004 ed il 2006/2007, a suo tempo acquistati nella precedente asta dai Goliardi Senesi e donati alla Mens Sana 1871, e quelli acquistati da Round Table e Siena Tv.
    FLORIO FACCENDI, PRESIDENTE BANCA CRAS: Credo che in questo frangente in cui lo sport a Siena sta rinascendo, sia importante recuperare una parte della storia sportiva cittadina che testimonia un impegno agonistico importante: il gesto di Banca Cras vuole rendere omaggio alla nostra citt e allo sport senese, contribuendo al recupero dei trofei storici.
    ALESSANDRO LAMI, PRESIDENTE COMITATO LA MENS SANA E UNA FEDE: I nostri dovuti ringraziamenti vanno in primis alla Polisportiva Mens Sana 1871, senza la quale non ci sarebbe stato possibile partecipare alle aste; allIVG di Siena per la grandissima disponibilit e cortesia con cui ci ha accompagnato in un ambito dazione a noi sconosciuto; e soprattutto a tutti i tifosi biancoverdi che, partecipando alla sottoscrizione, ci hanno dimostrato il loro attaccamento alla nostra Storia ed il profondo interesse per questa vicenda, spronando noi e la Polisportiva ad agire per il conseguimento dellobiettivo.

    Mens Sana 1871 nel frattempo impegnata nellindividuazione di spazi idonei che possano permettere ai Trofei di essere fruiti da tifosi e appassionati.

    da Basket Uiverso di Fabio Siletti


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    2019 - Nikos Zisis: "Siena sempre nel cuore".


    Foto: Famiglia Zisis durante il periodo senese - Oggi i figli, oltre a Markos nato a Siena, sono tre.

    Siena, 14 guigno 2019
    Nikos Zisis tornato dopo sette anni nella citt che lo ha visto affermarsi per tre volte come campione dItalia. Una bella emozione per il giocatore, che con la maglia della Mens Sana ha scritto alcune della pagine pi importanti della propria carriera.

    Per la prima volta dopo sette anni sono riuscito a tornare a Siena commenta Zisis Da quando ho smesso di giocare in nazionale nel 2015 ogni estate ho provato ad organizzarmi per tornare, ma per vari motivi non ci sono mai riuscito fino ad oggi. Sono molto contento di essere tornato con mia moglie e la mia famiglia, per far vedere e rivivere a tutti un posto che per noi speciale
    Nonostante le tante citt e i tanti paesi nei quali Zisis ha vissuto durante la propria carriera, dalla natia Grecia a Russia, Spagna, Turchia e Germania, Siena la citt che pi di tutte rimasta nel cuore del play greco; citt che ha anche visto la nascita del primo figlio.

    Siena rimasta sempre nel mio cuore continua Zisis sia per il lato sportivo, perch ho avuto loccasione di giocare in una squadra fortissima che giocava un basket di altissimo livello, che per quello umano e personale, perch qua sono stato molto bene ed la citt dove nato il mio primo figlio. Per tutti questi motivi Siena rimarr sempre nel mio cuore.

    La presenza di un grande protagonista degli anni doro della Mens Sana non pu far altro che accendere ancora di pi i riflettori sulla situazione attuale della societ di Viale Sclavo, in seria difficolt dopo appena cinque anni dalla rinascita dopo il fallimento. Una situazione per la quale il playmaker greco si dice dispiaciuto soprattutto per i tifosi, da sempre al fianco della squadra.
    Il mio pensiero va soprattutto ai tifosi commenta lex mensanino perch ho vissuto in prima persona la forza che la gente dava alla squadra. Mi dispiace molto per la situazione, spero che riescano a trovare una soluzione, perch la citt ha bisogno di una squadra, magari non forte come quella di un tempo, ma il pubblico merita una squadra competitiva in serie A.

    intervista realizzata da: Andrea Radi su SienaTv


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    2001 - Sorpresa!! Arriva Ergin Ataman.


    Foto: un giovane Ergin Ataman in Mens Sana

    Siena, guigno 2001
    Roberto Morrocchi, allepoca presidente della Mens Sana Basket ci racconta:

    - Di prima mattina, allinizio di un torrido mese di giugno mi telefona in Banca il nostro Direttore Generale, Ferdinndo Minucci: Vediamoci al Ristorante Fori Porta che ti voglio presentare lalleatore che ci far fare il salto di qualit Faccio presente che il lavoro mi stava assorbendo oltre misura ma trovando dallaltra parte tanta insistenza accetto e poi non ho idea di dove Ferdinando voglia andare a parare.

    Mi trovo dinanzi a un giovin signore, ben in carne, abbronzatissimo e di bianco vestito, irrorato di abbondante colonia. Ha un caschetto di capelli corvini, gli occhietti furbi, penetranti, e dimostra s o no trentanni. E Ergin Ataman fa le presentazioni il Direttore Generale viene dalla Turchia e no ha mai allenato nellEuropa Occidentale .
    Un turco? Ci manca davvero uno cos per fare il salto di qualit che la citt e la Banca si spettano?! La novit non mi entusiasma, anche se gli argomenti di Minucci sono logici e convincenti: Dobbiamo battere la strada dellEst, ci sono tanti giocatori che possono fare bene da noi e ci vuole un tecnico che parli la loro lingua, si avvicini alla loro filosofia, alla loro cultura.
    Ataman, lo confesso, durante il pranzo mi fece una buona impressione, quando, in un eccellente italiano, cominci a spiegare la sua filosofia cestistica. Intanto parlava la nostra lingua per aver studiato fino alle superiori a Brescia, dove suo padre trattava il tondino in acciaieria. E poi mi sembrava pi sincero che bizantino.
    In Turchia molto quotato. E partito dalla provincia per approdare con successo allEfes Pilsen di Istanbul, squadra che ha condotto fino alle final four di Coppa Campioni. Ha solo 35 anni e una gran voglia di sfondare. E determinato e, almeno in apparenza, non ha paura di niente, nemmeno del diavolo, e vuole puntare sempre e comunque al massimo obbiettivo.

    Firmo il contratto, ma il bello deve ancora arrivare. La presentazione alla stampa avviene nellauditorium del Monte dei Paschi in via Mazzini.
    C anche la TV turca e diversi giornalisti della vecchia Costantinopoli. Ergin non aspetta nemmeno la prima domanda per lanciare la sua bomba: Vinceremo la Coppa Saporta e raggiungeremo la finale per lo scudetto di fronte ai sorrisini ironici dei giornalisti e di tutti gli altri concluse: Vedremo alla fine chi rider davvero.
    Diventa subito un idolo per i ragazzi della curva che, delusi dal compassato Frates, non aspettavano altro che un coraggioso, visionario capopopolo.

    estratto da: La fabbrica degli scudetti di Roberto Morrocchi


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    1953 - Mens Sana contro Pisa: ammissione agli spareggi per la promozione in B.


    Foto: Mens Sana 1952

    Siena, 22 marzo 1953
    Per l'ultimo incontro del girone eliminatorio del campionato nazionale di serie C 1952-53 la Mens Sana deve ospitare la Libertas di Pisa.
    La squadra senese ha condotto tutto il torneo in testa alla classifica e soltanto nella penultima giornata, sconfitta a Castelfiorentino, si vista supertare di un solo punto dai pisani. L'attesa per l'incontro vivissima e l'interesse valica gli abituali appassionati di pallacanestro. L'opinione pubblica senese, come al solito molto ingessata nei propri 'credo', nelle proprie conoscenze (anche sportive), mostra di avere una apertura nei riguardi della pallacanestra mensanina alla vigilia di quell' incontro. Veniva percepita l'importanza nel contesto di un percorso di affermazione sportiva.
    La richiesta di biglietti d'ingresso nell'angusto campo di via S. Agata diventa pressante. Dirigenti, soci e giocatori lavorano manualmente e riescono a sistemare alcune pedane ed una tribunetta in legno. Si aumeta cos la disponibilit deo posti
    Domenica 23 marzo 1953 il campo zeppo fino all'inverosimile di una festante folla di appassionati che non fa mancare il proprio incitamento ai giocatori senesi. Dopo una gara che la cronaca dell'epoca definisce 'entusismante' la Mens Sana supera, in un finale travolgente con gli ospiti fermi nelle realizzazioni per oltre dieci minuti, gli avversari pisani col punteggio di 45-35, ottenendo cos l'ammissione agli spareggi.
    Assistono alla partita un migliaio di persone di cui 757 paganti. Fu la prima importante affluenza di pubblico nella storia della Mens Sana.

    Allenatore: Casini Bruno.
    Squadra: Bonci Emilio, Guidarini Marcello, Stoppini Raffaele, Santini Enzo, Paghi Massimo, Bigliazzi Luciano, Bonini Sauro, Gianni Luciano, Franzoni Piero, Bronzin Lucio, Cingottini.

    estratto da: Spigolando ... nel passato di M.M.


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    2018 - Italia e Siena del basket in lutto per la morte di "dr.J" Marco Solfrini


    Foto: Marco Solfrini in Mens Sana

    Siena, 24 marzo 2018
    Se n' andato all'improvviso Marco Solfrini, una icona del basket italiano che ha deliziato anche Siena come giocatore della Mens Sana dal 1991 al 1994.
    Il campione, soprannominato "Dr.J", aveva 60 anni (appena compiuti), era ancora oggi un esempio di atletismo e forza.
    Con la Nazionale di Basket aveva vinto un argento alle Olimpiadi di Mosca del 1980.

    E' morto a seguito di un malore accusato stamattina alla Fiera di Padova, un malore fatale per un uomo che sembrava indistruttibile: primatista per longevit, inseguiva ancora una palla a spicchi nel campionato Csi con la Smv.


    Nel VIDEO SOPRA proponiamo una Mens Sana - Cant del 1992 nella cui seconda parte vediamo anche "Dr.J" Marco Solfrini.
    Sotto #13 una delle maglie Mens Sana di Marco Solfrini



    APRI SCHEDA E NOTE DI MARCO SOLFRINI ALLA MENS SANA.

    APRI "1993: IN TERRA DI SICILIA LE MERAVIGLIE DI SOLFRINI"

    APRI - SOLFRINI DAL CODINO ALLA SQUALIFICA PER LESA MAESTA'

    [BkS]

    estratto da: News Basketsiena.it | di Stefano Fini


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    2021 - Non pi Eurolega ma le Minors


    Foto: Mens Sana Basketball - Impruneta Basket del 1 marzo 2020

    Siena, 28 febbraio 2021
    Era gi successo nel 2014. Dopo la finale scudetto persa con Milano in gara7, e la proclamazione del fallimento del club vincitore di otto scudetti (di cui due revocati), la Polisportiva Mens Sana 1871 aveva ritrovato posto in Serie B. Guidata da un senese doc in panchina come Matteo Mecacci, ed uno dadozione sotto canestro come Roberto Chiacig: maglia 41 come gli anni det, 200 presenze e oltre 2000 punti nei sei anni a Siena ad inizio millennio.
    Lesito fu quello sperato: finale di girone vinta 3-1 contro Cecina e qualificazione alla Final Four di Forl, dove la Mens Sana seppe raccogliere i cocci del tremendo 42-66 che mand in Paradiso un'altra grande del nostro basket, la Fortitudo. Per poi centrare lobiettivo, lindomani, nello spareggio contro Agropoli. La promozione in A2.

    Unavventura, per, durata solo tre anni e mezzo: una squadra divertente e condotta ai playoff da Alessandro Ramagli il primo anno, due undicesimi posti negli anni successivi.
    Risultati che sembrano stridere rispetto al blasone cui la citt del Palio abituata. Il roster viene rivoluzionato completamente ed capitanato da Tommaso Marino, di ritorno nella sua citt a 14 anni di distanza dallo scudetto 2004. Sembrano esserci tutte le premesse per una stagione di successo, nonostante il -3 iniziale dovuto a ritardi nei pagamenti: al contrario, finir per naufragare gi a Febbraio, di fronte allimpossibilit della propriet di far fronte agli impegni presi con squadra e staff.
    Il roster viene smantellato, i quattro superstiti e il resto dei giovani aggregati non scendono in campo nella trasferta di Legnano, causando la sconfitta a tavolino per 0-20. Sette giorni dopo, in casa con Biella, va in campo una squadra interamente composta da under, che lotta generosamente, ma cede in maniera inevitabile, pur tra gli applausi del pubblico, 61-93.
    Sar lultima partita della stagione, perch la FIP ne decreta lesclusione. Accusando la societ di slealt sportiva e di non aver fatto scendere in campo la migliore formazione possibile. Alterando di fatto la regolare competitivit del campionato, solo per scongiurare una seconda rinuncia che avrebbe fatto scattare in automatico lestromissione dalla A2.

    E oggi?
    Dopo la partecipazione alla Promozione Toscana lo scorso anno, Siena ai nastri di partenza della C Silver come Mens Sana Academy. Ed gi arrivata la prima vittoria: 77-65 sul Biancorosso Empoli.
    Una nuova partenza, con due punti in comune con i fasti di un tempo: il PalaEstra e Riccardo Caliani, addetto stampa e team manager della squadra che ha dominato per anni e, ora, direttore generale di una Mens Sana ripartita nuovamente. Provando, stavolta, a non fermarsi pi.

    [di Donatello Viggiano]

    estratto da: L'umilt di chiamarsi Minors | di Donatello Viggiano


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    2015 - Tommaso Ingrosso: da Massa e Cozzile alla serie A1 passando dagli States


    Foto: Tommaso Ingrosso nel debutto in Mens Sana prima squadra

    Siena, 15 marzo 2016
    Mamma Simona giocava a basket in serie A. Pap Franco anche. Tommaso Ingrosso non poteva non appassionarsi al basket. Madre Natura gli ha poi regalato unaltezza invidiabile di 206 centimetri. Lui, con tanto allenamento e dedizione, ha fatto il resto, arrivando ad esordire in serie A a 16 anni e giocando stabilmente nella nazionale italiana di categoria. Lo abbiamo incontrato nel bel mezzo dei suoi allenamenti estivi, quelli che ti danno la benzina per tutta la stagione successiva come lui stesso ci dice. La tua passione nasce fin da giovanissimo? Assolutamente si. I miei genitori giocavano a basket a livello professionistico, sono cresciuto intorno a palazzetti dello sport, allenamenti e canestri. E stato naturale appassionarsi a questo sport.
    Prima arrivata la passione, poi esploso il tuo talento
    Fino a 14 anni ho giocato a Massa e Cozzile pi per divertimento che per altro. Poi sono andato via di casa per trasferirmi a Treviso, dove ho iniziato a fare le cose seriamente. Fu uno grosso cambiamento: passai da giocare in provincia ad una squadra che militava in Eurolega! Lanno dopo sono andato a Siena, dove ho giocato un ottimo campionato. Gli allenamenti erano durissimi, ma impegnandomi sono arrivato ad esordire in serie A a 16 anni. Siena in quegli anni era tra le pi forti squadre in Europa, in rosa cerano tanti che avevano giocato in Nba. Una soddisfazione immensa, quattro anni fantastici!.

    Squadre di club ma anche un impegno fisso nelle Nazionali di categoria. Cosa si prova a vestirsi di azzurro?
    La Nazionale ti da tantissimo: rappresenti il tuo paese, vedi premiato il tuo lavoro fatto durante tutto lanno e ti permette di confrontarti con tanti altri giocatori talentuosi.
    E poi passato un treno imperdibile: quello con destinazione USA.
    Alcuni coach americani mi avevano notato proprio durante le partite con la nazionale. E stato cos che nel 2013 sono andato a Charlotte, nel North Carolina. Unesperienza incredibile, che mi ha permesso di fare un ulteriore passo in avanti soprattutto nella mentalit: a quei livelli devi essere grosso di fisico ma soprattutto grosso di testa. E su questo tipo di allenamento gli americani sono i pi forti di tutti. Anche lanno successivo ho giocato negli USA, ma poi sono tornato in Italia, questa volta a Chieti ancora pi determinato . Questanno hai giocato in serie A1 con la Pasta Reggia Caserta. E stata la prima vera stagione di serie A, perch quando ho esordito a Siena ero poco pi che un ragazzino. E stata comunque unannata formativa: mi sono fatto trovare pronto quando contava e ho aiutato la mia squadra. E il prossimo anno? Ancora non lo so. Sicuramente ho voglia di giocare le partite, rimanere in panchina frustrante: voglio vivere il campo e giocare, anche a costo di fare una stagione in A2. E un campionato con tanti italiani, molto tecnico ed affascinante vedremo. Tommaso nel tempo libero cosa fa? Mi piace stare con i miei amici, che sono gli stessi da una vita. Uscire con loro e viaggiare: oltre alle trasferte di lavoro, ogni anno mi piace visitare almeno un posto nuovo. Questanno andr a Lanzarote! . Un sogno sportivo nel cassetto? Riuscire a far parte di un progetto che parte dal basso e arriva davvero in alto. Un po come Trento negli ultimi 4 o 5 anni: dalla B2 allA1 con lo stesso nucleo di giocatori. Il loro un progetto che ammiro molto. Ecco vorrei riuscire a far parte di qualcosa del genere!. A Tommaso Ingrosso tutta la nostra redazione augura una fantastica stagione 2016/2017: in bocca al lupo!




  • P.S. IL VIAGGIO DI RITORNO DI TOMMASSO INGROSSO

    estratto da: Redazione di Massa e Cozzile | Quello che c'


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    2020 - Basket in lutto per la morte di Carlo Rinaldi, ex coach della Mens Sana


    Foto: Carlo Rinaldi con Paolo Moretti

    Siena, 23 novembre 2020
    Il mondo del basket in generale come quello mensanino in particolare in lutto per la morte di Carlo Rinaldi, tre stagioni a Siena, 55 partite alla giuda della squadra biancoverde in due periodi divesi, in A1/A2 nel'78 e nell'85 [APRI]. Carlo aveva compiuto 83 anni lo scorso 2 novembre.
    Nato in Ancona aveva iniziato a vivere la pallacanestro nella Stamura. Sulle rive del fiume Foglia inizi una lunga carriera che lo ha portato ovunque, dalle Alpi alle Piramidi. Pesaro, per, era un punto fermo. Se ne andava, ma poi tornava, perch li si sentiva a casa. Carlo era una persona piacevole, affascinante. A Siena seppe farsi voler bene anche se la sua partenza improvvisa, pochi giorni prima dell'inizio del campionato 79/80 per tornare a Pesaro rimane un giallo non svelato [APRI]. Nel nosto archivio troviamo e riproponiamo quanto scrisse di lui Roberto Morrocchi all'inizio degli anni '90: Rinaldi e la Mens Sana in quei due periodi senesi.
    "Una carriera difficile quella di Carlo Rinaldi, ma anche un basket sofisticato, per certi versi avvenieristico, il suo. Con lui siamo stati almeno una volta nella vita ai vertici accanto all'invincibile armata gialla di Varese, quella di Morse e Meneghin-padre, prima che qualcuno scoprisse il soffio al cuore di Fernsten (Eric ha poi vinto l'anello Nba con i Boston e, a quanto mi consta, si diverte ancora a giochicchiare nei playground americani), e l'allora Antonini fosse costretta a fare a meno del suo "artiglio". Carlo Rinaldi torn a Siena una seconda volta, ma in questa occasione ebbe meno fortuna. Fu esonerato a met stagione, reo di aver voluto un certo Jim Johnstone in pivot e Curtis Berry in ala per poi chiamare lo svogliato Kupec per salvare una barca che faceva acqua da tutte le parti. Carlo aveva un sogno, quello di aprire una libreria dove vendere i romanzi che solo a lui piacevano tanto. Non so se c' riuscito. Fino a qualche anno fa si faceva in quattro per far rinascere una societ di basket, degna di questo nome, ad Ancona".

    Il suo giro d'Italia cestistico parte dalla preferita Pesaro, passa per Chieti, al Brill Cagliari; nel 1983/84 allena il Brescia, sostituendo Riccardo Sales. Il suo vice nella squadra della Leonessa Sergio Scariolo. Nel 1985, come gi detto, arriva a Siena nella Antonini di Bucci e Fernsten e nella stagione successiva a Forl, a guidare la Libertas che schiera, fra gli altri, Rod Griffin e Rudy Hackett, padre di Daniel. Carlo trov un punto fermo a Cento, in provincia di Ferrara, assumendo lincarico di direttore sportivo della squadra locale, la Benedetto XIV.

    Come ricorda Luciamo Murgia su Pu24 Carlo Rinaldi era una persona con la quale era piacevole stare inisieme; pranzi e cene in sua compagnia lasciavano in eredit storie da ricordare, aneddoti a non finire. Uno di questi legata a Joe Pace (stagione 1979/80, stagione in cui lasci Siena prima dell'inizio del campionato). La VL Pesaro in trasferta e Joe viaggia con una radio cos grande che quasi non trova posto in pullman. Amava ascoltare la musica. Peccato lo facesse a tarda sera, nella camera dalbergo. Nella stanza a fianco dormiva, anzi avrebbe desiderato dormire Carlo Rinaldi, stressato da Pace. (DOVE STANNO GLI ANGELI - Lettura su Joe Pace) [APRI].
    Carlo non fin la stagione, il suo posto in panchina venne preso da Giorgio Secondini, fu lultima volta del coach dorico sulla panchina pesarese.
    Un altro simpatico aneddoto risale al periodo in cui arriv a Cagliari, un aneddoto doppiamente simpatico se raccontato con la sua voce da attore consumato. Il Brill viaggiava in aereo e in treno. Nella trasferta che lo portava a Pesaro ne prese uno strapieno, quasi tutti i giocatori erano in piedi. Qualcuno, sperando che la meta fosse vicina, domand: Dove ci troviamo?. Gabinetti!, rispose Fernando Prato, laltro oriundo dei cagliaritani.
    Ricordarlo cos forse la cosa migliore.


    Redazione di Basketsiena.it | Stefano Fini


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    1977 - La supponenza di Santoro


    Purtroppo in questa stagione (1976/77), nella squadra avvennero dei cambiamenti sifnificativi che ridussero non poco la forza della squadra. Questa rinnovata al cinquanta per cento ebbe i suoi problemi di amalgama ma anche la modesta caratura dei nuovi arrivati incise sul suo rendimento che fu molto altelenante e non consono all'A1.
    Di questa squadra, per la verit un p squinternata, ricordo purtroppo l'assoluta negativit dell'oriundo Santoro, praticamente la supponenza e la presunzione fatta persona: poich non giocava quanto lui pretendeva, un giorno mi disse queste testuali parole: "Non capisco perch Marzorati deve giocare cos tanto ed io che gli sono senz'altro superiore devo giocare cos poco".
    Per l'appunto queste parole me le disse la settimana prima di incontrare Cant, quindi io la domenica lo misi nel primo quintetto e gli dissi di difendere proprio su Marzorati.
    Dopo cinque minuti eravamo gi sotto di dieci punti e Marzorati aveva scippato di mano a questo Santoro ben tre palle, andando facilmente a canestro.
    Naturalmente, anche se con un p di ritardo, lo misi in panchina e non credo di averlo rimesso in campo tante altre volte.



    Ezio Cardaioli da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" (ed. maggio 2009)


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    1976 - Manneschi vs il grande Marzorati


    A movimentare una estate troppo silenziosa da parte della societ girarono mille "chiacchiere", non rumours di mercato (anche se riportati persino dalla stampa nazionale); il pi risonante portava questo titolo: "Yelverton pronto a dire s a Siena". La "chiacchiera" ebbe una risonanza, un eco tale che il buon Charly Yelverton, l'ex guardia della grande Ignis Varese, dalla Svizzera (dove risiedeva) dovette precipitarsi a smentire il tutto per ritrovare la quiete quotidiana.
    A Siena, dentro le mura, in realt regnava un silenzio tombale e la cosa non era molto normale; ed infatti dopo un mese circa vennero a galla problemi e questioni: problemi di conti, di rapporti fra sponsor e societ, di fuori-buste dati a giocatori; insomma un p di tutto ma nulla di mercato. Coach Cardaioli si doveva accontentare di un solo arrivo in prima squadra, quello di Stefano Manneschi, diciannovenne del vivaio (giovanili) Mens Sana.
    Stefano Manneschi del 1956, nato a San Giovanni Valdarno dove ha iniziato a giocare con il Galli, uno dei vivai pi interessanti e meglio organizzati della Toscana. Era arrivato alla Mens Sana quattro anni prima (1972). In quel periodo frequentava l'Universit di Siena, primo anno di biologia. E su quel periodo della sua vita Stefano vuole pecisare: "Devo ringraziare parecchio mio padre, perch negli anni adolescenziali quando facevo il Liceo a San Giovanni mi accompagnava a Siena ad allenarmi sempre, con qualsiasi tempo. Sono stati grossi sacrifici da parte sua."
    Ed in quel 1975, nella Sapori, con i grossi problemi di Cosmelli, l'adattamento di Franceschini in regia, l'allenatore Cardaioli dovette andare contro la sua natura: prendere il ragazzo e buttarlo nella mischia; dando anche ascolto al suo assistent-coach Brenci che stravedeva nel ragazzo allenandolo nelle giovanili. Cos Stefano Manneschi approda in prima squadra.

    Il "Manneschino" ha un ottimo palleggio, piacevole, raffinato, veloce, forte, molto forte, di gambe, deve rinforzarsi muscolarmente nelle spalle (non grandi) e nelle braccia per non condizionare il suo tiro da fuori. Osservandolo giocare viene a tutti accostarlo, con le dovute proporzioni dell'et, ad un grande ... a Pierluigi Marzorati. Un p lo ricorda fisicamente, un p nella rapidit, nel portare palla; poi il collegamento si completa venendo a sapere che l'idolo di Stefano da sempre proprio Marzorati.

    Ee in quell'anno, all'ottava giornata del girone d'andata, il Sapori va a far visita proprio alla Forst Cant di Marzorati. Il "Manneschino" potr cos vederlo giocare dal vivo il suo idolo; da bordo campo anzi per l'esattezza dalla panchina perch l che lo fa stare abitualmente coach Cardaioli. La partita dopo 6/7 minuti non ha pi storia, troppo forte quella Forst con lo scudetto cucito sulle maglie. Pierluigi Marzorati fa le sue magie che fatte da lui sembrano la cosa pi normali quando non lo sono affatto.
    Nel secondo tempo avvenne quello che non ti aspetti; oppure Stefano gi lo sapeva e pertanto se lo aspettava!? Coach Cardaioli passa davanti al Menneschi e con la mano gli fa il gesto di alzarsi ..."Vai! Entra !!"
    Noi crediamo che la cosa fosse gi stata concordata perch non ci fu emozione in campo, non ci fu la sorpresa che ti annebbia la mente e ti blocca almeno inizialmente le gambe. Il "Manneschino" cominci a portare palla con la sua consueta classe, testa alta, e gambe che facevano correre dietro Marzorati nella met campo canturina. Poi si ricord chi aveva davanti quando in fase difensiva lo vide alzarsi davanti a lui, salire , fiondare e ciuff!! Era stato il suo ventesimo punto . Che spettacolo e che rabbia ! Cos due possessi dopo il "Manneschino" lo guarda negli occhi e forse lo ipnotizza perch con il primo passo lo lascia l, passa quasi sotto a Della Fiori e deposita a canestro.
    Stefano gioca e gioca bene. Fa 10 punti, lui che non aveva mai avuto occasione di farli cos tanti e con tanto tempo in campo. Era stata la sorpresa, meraviglia, della giornata. Gli stessi canturini lasciando il Pianella si domandarono e commentarono: "Mi chi quel ragazzo messo nel finale dal Sapori? Lo sai che mi ricorda Marzorati da giovane !!!"

    *[NOTA] Stefano Manneschi si ripeter, in quella stagione, in modo analogo anche contro un'altra grande del basket italiano dell'epoca la Mobil Girgi Varese.



    intervista fatta a Manneschi da Augusto Mattioli


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    1991 - "Mimmo" l'ultimo atto


    Geremia Giroldi fra quelli che hanno fatto il bis: in Mens Sana nella stagione 79/80 e poi, quelli conclusivi della sua carriera, nella stagione 89/91.
    Per noi difficile dimenticarlo ... Come dimenticare quel tiro in sospensione dall'angolo? Quasi sempre una sentenza. E se ricordi il "Dadone" Lombardi esultare in panchina dopo quel tiro ed il palazzo "esplodere" vuol dire che quel tiro contava.
    "Mimmo" ha dei difetti troppo difetti per essere definito "uno dei nostri al 100%": e si dichiara varesino purosangue, un difetto di non poco conto. Poi troppo ingombrante quella sua militanza cestistica milanese, sette anni. E poi a peggiorare la sua pagella c' anche una doppia promozione a Livorno, certo non una delle nostre amiche nel Granducato.
    Non possiamo avere tutto dalla vita !
    Per addolcire il tutto ricordiamo che comunque "Mimmo" stato un giramondo: Varese, Milano, Cagliari, Siena, Livorno, Pavia e per finire ancora a Siena.

    In una sua recente intervista (23 aprile 2020) su un sito web varesino ha ricordato qualcosa che ci riguarda e ci fa ricordare:
    " "Intanto preciso che a Milano giocavo nella Pallacanestro Milano, declinata MobilQuattro e poi Xerox. Quindi non Olimpia. Livorno ... nel giro di due campionati facemmo il doppio salto dalla B alla A2 con coach Benvenuti e in seguito col primo senese che conobbi, Ezio Cardaioli. Infine, calo lultimo poker del mio percorso cestistico firmando per Siena. Nella citt del Palio vinco altri due campionati passando dalla B alla A2 e nel 1990-1991 dalla A2 alla A1, chiudendo la carriera al PalaVerde di Treviso non prima di aver fatto tremare tutti i tifosi della Benetton.
    In che senso?
    Nel senso che nel primo turno di playoff ci capita laccoppiamento proprio contro Treviso, squadra davvero quotata che ha Del Negro, Minto, Villalta, Iacopini e soci. Per, dicevo, nel primo turno costringiamo la Benetton alla bella e allintervallo di gara-3 siamo avanti addirittura di 14 punti con Vinny Del Negro che fino a quel momento l, ha messo insieme venti minuti indecenti. Insomma, la faccio breve: tutta Treviso se la sta facendo addosso e la tensione nellimpianto di Villorba si pu mangiare. Quando dicono a Del Negro: Ok Vinny, nel secondo tempo sarai in diretta televisiva nazionale, il play americano si pettina, comincia a giocare sul serio, ci spara in faccia un canestro dietro laltro.

    "Mimmo" anche in quella partita complicatissima e difficilissima fu uno dei meglio in casa biacoverde: gioc i suoi ultimi 20 minuti dalla sua lunga carriera realizzando 11 punti, con 1 su 1 da due e 3 su 5 da tre ... (60%). Quel tiro dall'angolo !!!



    da: Una foto una storia su VareseSport di Massimo Turconi del 23 aprile 2020.


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    1972 - Rinaldi: il basket non gli ha voluto bene


    Estate del 1972. Nessuno parl di promozione, in quanto in concreto la squadra aveva perso tre giocatori di un certo livello (Tirabosco, Borghetti e Boccini) rimpizzati da quattro giovani (Sensi, Bani, Bruttini e Rinaldi). Poi vincemmo ed andammo in A. I giovani Sensi, Bruttini e Bani venivano dal nostro vivaio, mentre Rinaldi proveniva dal Costone. Rinaldi in quell'inizio stagione fu una rivelazioni per molti una sorpresa.
    Devo dire che quest'ultimo l'avevo scoperto io qualche anno prima a Castelfiorentino, dove giocava: era, almeno a quei tempi, un elemento interessante e lasciava ben sperare per un suo futuro di giocatore di basket a buoni livelli. Ovviamente era abbastanza scarso tecnicamente e io decisi di farlo venire alla palestra di Sant'Agata dopo cena nel periodo estivo per sottoporlo ad allenamenti individuali sui fondamentali che conosceva poco e male.
    Una sera nel bel mezzo di un intenso allenamento, usc con questa frase: "Ma io devo stare qui a rompermi le palle mentre a Firenze c' tanta topa!" e se ne and.

    Io ovviamente non lo cercai e non ne volli pi sapere.
    In seguito approd al Costone, dove fece dei progressi notevoli, sia fisici che tecnici ed anche caratteriali. Per questo lo chiesi per immetterlo nella squadra che stavo costruendo e al Costone, se ricordo bene, andarono ben quattro milioni.
    Con noi il suo impiego fu in crescendo; aveva davanti a lui giocatori esperti come Granicci, Vatteroni ma lui migliorava partita dopo partita. Stava giocando veramente bene ed i suoi progressi erano oltre le normali crescite. Dopo il Franceschini degli anni precedenti stava diventando la rivelazione di quella Mens Sana.
    Ma le cose non andarono bene: Rinaldi si fracass un ginocchio giocando contro la seconda squadra di Livorno. Fu operato dal famoso Trillat, ma nonostante l'impegno suo, il mio e della societ non fu pi in grado di giocare e questa fu per noi una grossa perdita in tutti i sensi.



    da: Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno di Ezio Cardaioli (maggio 2009).


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    1993 - Carlo Ciccarelli


    Ha detto di lui Paolo Maccherini, penna felice del giornalismo senese di fine '900: "Carlino ombroso ! Quante volte parlandone con amici, Renzo Corsi in primis, veniva fuori questo giudizio. Ombroso ... non era un giudizio critico, era invece una consueta testimonianza di amicizia e di affetto. Riassumeva con questo aggettivo molto senese, legato ai cavalli di sangue e di qualit, le caratteristiche peculiari del carattere di Carlo; riservato, modesto, anche timido, eppure tutto di un pezzo, incapace di voltare la gabbana, geloso dell'amicizia, guai a venirne meno con giochini di comodo. Affettuoso e attento, non aveva nessun problema a farti un partaccione se il caso lo richiedeva. Eppure non chiedeva niente per s, n riconoscimenti ufficiali, n giornalate. Chiedeva molto invece per l'Istituzione, la societ, la causa sportiva per cui lavorava con assiduit e competenza".

    Ritratto perfetto. Assiduit e competenza: la prima era legata al suo modo di essere e concepire l'impegno nella societ e nella vita; la competenza era maturata invece in quaranta anni di militanza nello sport.
    Atleta polivalente quasi un unicum quando correva e saltava con la maglietta verde della Mens Sana: staffettista con i mitici Rabizzi, Montermini e Castagnini (Paolo); lunghista e triplista di valore regionale, cimentatosi anche nel decathlon che, negli anni cinquanta, era oggetto misteriosissimo.
    Da dirigente ha fatto come pochi nell'atletica leggera: sia per i settori giovanili, come dirigente Fidal, sia per la politica del settore, sia come sostenitore e organizzatore con Renzo Corsi e Marcello Bindi del "Meeting dell'Amicizia" dal '60 all'80.
    Si debbono a lui pagine storiche scritte nell'atletica citando per tutti, al Rastrello, il record mondiale di quei tempi di Milburn nei 110 ostacoli.

    Nel basket molte altre cose da acciungere. Ha fatto e soprattutto a saputo fare molto bene tutto: segretario, accompagnatore, dirigente, poi general manager, tutto questo in venti anni. Una pausa a Firenze, quando a Siena qualcuno pens di fare a meno di lui. A Firenze lo presero per fare quel salto che lui seppe fare quando i gigliati toccarono il cielo della A1. Poi il rirorno all'amata Mens Sana. Protagonista con Lombardi del salto in A1 dalla B. Ed anche se lui non lo diceva mai tutti sapevano che in quella Ticino vincente c'era molto del suo.
    il futuro della Mens Sana basket lo aveva gi scritto ed era nel cassetto della scrivania: coinvolgere in modo sempre pi forte la Banca di Siena.
    Dopo il ritiro ... al termine di una sofferenza di anni portata avanti con coraggio e dignit estrema. Una terribile matattia che ce lo ha tolto ancora giovane.
    Oggi viene da chiedersi: cosa sarebbe stato della Mens Sana se fosse rimasto con la sue competenze ed esperienze, con le sue abili capacit decisionale nel rispetto di regole legali e morali....



    da: note di Paolo Maccherini (maggio '93) - storia di Stefano Fini (maggio 2020).


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    2005 - Myers - Siena ecco il divorzio


    E' durata 223 giorni l'avventura di Carlton Myers col Montepaschi Siena. Nel tardo pomeriggio di luned la Mens Sana ha infatti reso noto un comunicato, il cui contenuto era peraltro nell'aria gi da diverse ore, in cui la societ campione d'Italia e l'ex azzurro comunicavano la rescissione consensuale del contratto triennale firmato lo scorso 1 agosto. I dettagli economici della transazione non sono stati resi noti, ma si tratta di un particolare secondario. La realt infatti che l'esperimento Myers, ovvero l'innesto di una superstar riciclata nel ruolo di primo cambio, clamorosamente fallito e prima che il treno deragliasse la societ, e il tecnico Carlo Recalcati, hanno deciso di ritornare sui loro passi, rinunciando al giocatore e riaffidandosi all'assetto tecnico della stagione passata.
    Al termine della partita vinta con Roseto, Recalcati aveva lanciato un commento abbastanza esplicito: "Mi sono piaciuti i giocatori del secondo tempo, giunto il momento di fare valutazioni e scelte". Considerato che Myers, autore di uno 0/4 da 3, era stato l'unico a non giocare nella ripresa, il messaggio era chiaro. Nella giornata di luned l'epilogo della storia. In mattinata Recalcati va a colloquio con la dirigenza e la pone di fronte all'evidenza dei fatti: Myers ormai un corpo estraneo al gruppo e soprattutto alla squadra che con lui in campo gioca in maniera farraginosa. Qualche ora per definire i dettagli dell'uscita di scena e poi il comunicato stampa.
    "La decisione - dice la nota del sodalizio toscano - stata assunta al termine di una riunione convocata durgenza per valutare la situazione attuale alla luce del disagio venutosi a creare nellultimo periodo. Lallenatore, infatti, ha manifestato alla societ la necessit di arrivare a decisioni pur drastiche per salvaguardare il gruppo e i suoi equilibri. La Mens Sana ha incontrato il giocatore: le parti hanno serenamente esaminato le difficolt vissute negli ultimi tempi e concordato sulla mancanza di presupposti e stimoli per poter continuare un proficuo rapporto. Cos pur essendo dispiaciuti per la fine dellesperienza, la societ biancoverde e Myers hanno deciso di rescindere il contratto".
    Dopo un avvio di stagione pi che positivo, come peraltro quello della squadra, erano sorti col passare delle settimane i problemi anche perch l'inserimento tattico di Myers si era rivelato pi ostico del previsto. Nelle ultime settimane la rottura era diventata manifesta e, addirittura, al termine della partita casalinga vinta con Roma, si racconta di un clamoroso battibecco, avvenuto davanti al resto della squadra, con il vice presidente e general manager Ferdinando Minucci. Da quel momento, a dispetto delle smentite del club, i giorni di Myers nel Granducato erano contati.
    Prima un contatto con Marco Carraretto, sotto contratto fino al 2006 con gli spagnoli del Lugo che non intendono liberarlo, ma con la decisione di rinunciare alle prestazioni di Carlton, che chiude con 11,9 punti di media in 29 partite, le porte per Marco Carraretto possono aprirsi ancora di pi.



    dalla "Gazzetta dello Sport" del 20 marzo 2005

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    1984 - La legge della maionese


    Il Professore Ezio Cardaioli, ventidue anni alla Mens Sana.
    Un tempo scrisse di lui Fabrizio Steno: Ogni parola che dice, mentre racconta il suo passato cestistico, emana il sincero orgoglio di chi ha scritto una pagina importante, anzi indelebile, nella storia della Mens Sana.
    E vero! E storia! Con lui la Mens Sana usc dal limbo. Vero per pure linverso: anche il Professore grazie alla Mens Sana usc dal gruppo dei tanti. Insomma Ezio, il Carda, con i successi della Mens Sana prima era, anni 70, si fece il/un nome.
    Per il top della popolarit, del successo, Cardaioli lo raggiunse ad inizio anni 80, con la Libertas Livorno dei grandi campioni: Flavio Carrera, Alessandro Fantozzi, Geremia Giroldi, Abdul Jeelani, Andrea Forti. Grandi campioni, grande gioco, grandi risultati, grande
    In quel periodo il Carda-pensiero era ricercato, era ascoltato, seguito, commentato. Ma dietro a quelle sue parole vi era quella senesit, un cocktail di provincialismo ed ironia boccacesca difficile da capire per quelli del nord.

    In quel dorato periodo per coach Cardaioli usc sulla Gazzetta dello sport un articolo firmato Oscar Eleni sul tema come costruire e condurre una squadra di basket. Il coach prescelto per trattare largomento fu il coach del momento, Ezio Cardaioli. Il Carda-pensiero venne da lui stesso sintetizzato su due regole fondamentali:
    1 - la legge della maionese.
    2 - la madre dellaceto.
    Lermetico pensiero dette motivo nei giorni successivi a molte argomentazioni fra media ed addetti ai lavori. Uscendo dai classici termini cestistici tutti vennero spiazzati.
    Noi, gente di Tuscia, sappiamo che per fare laceto occorre la madre. Cos la madre? Una sostanza composta da una forma di cellulosa e dai batteri acidi dell'aceto che si sviluppa dalla fermentazione; questi con l'ossigeno, trasforma l'alcool in acido d'aceto. Cos questa madre viene aggiunta al vino per produrre nuovo aceto. Questo concetto applicato al basket nel Carda-pensiero significava che non si costruisce totalmente una squadra dal nulla, ci vuole un nucleo gi esistente, la madre dellaceto. Solo cos si forma, si costruisce una nuova squadra.
    La legge della maionese nella costruzione e conduzione di una squadra fece un vero successo. La difficolt nel fare la maionese sta nel non farla impazzire. Per fare ci occorre aggiungere gli ingredienti, olio doliva e limone, lentamente, gradatamente; occorre poi girare con una velocit costante ed uguale nellamalgama. Un gesto quotidiano per noi che la maionese siamo soliti farla e non comprarla nei vasetti del supermercato come fanno in tanti, soprattutto al nord, terra dorigine della Gazzetta dello sport. Facile il collegamento al basket: la crescita di una squadra (nella maionese avviene con laggiunta degli ingredienti) come gli inserimenti di nuovi elementi (intesi sia come giocatori che come nuove tecniche di gioco) deve avvenire gradualmente, con tempi di lavoro costanti, con fermezza operativa (la mano che gira nel montare la maionese) . se non fai questo la maionese (la squadra) impazzisce, ovvero diventa grumosa, non avremo una maionese come non avremo una vera squadra.
    La legge della maionese e la madre dellaceto misero in confusione i dotti del basket grande Carda!!!



    * aneddoto di coach Cardaioli dalla "Gazzetta dello Sport" di Stefano Fini


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    1993 - Zancanella protagonista come Komazec e Vidili


    5 novembre 1993: contro la Cagiva Varese subiamo il max punteggio fattoci in casa. La partita quel giorno termin 106-108 dopo un tempo supplementare.
    Diversi i protagonisti dell'indimenticabile serata: per la Mens Sana un fantastico Vidili, fece 38 punti con 5/19 da2, 6/12 da3 (50%), 10/15 ai liberi, 2 assist con un solo dato negativo quello fra palle perse (6) e recuperate (4). Il protagonista per Varese fu Komazec, Mvp della serata con 41 punti (11/15; 3/5; 10/10) pi 5 rimbalzi. Altro protagonista fu l'arbitro Zancanella che, fra le tante, ritorn maldestramente anche su una decisione del collega Vianello ... l'infrazione di passi fischiata a Vidili a 7" dal termine dell'overtime, stata l'ovvia conclusione di un arbitraggio che ha cagionato le proteste dei 3000 presenti.
    Questo non significa che Varese non abbia meritato la posta in palio anche perch l'Olitalia acciuff per i capelli il supplimentare con un tiro da oltre 7 metri di Vidili.
    Per Varese coach Rusconi ha potuto contare su un Komazec che, oltre a supplire all'abulia di Buford, risulta praticamente inarrestabile.
    Cosa manc alla Mens Sana di Pancotto? Troppo importante fu la mancanza di un play. Lasi non itilizzato per problemi fisici ed anche Anchisi non in condizioni, solo 2 punti realizzati ai liberi con anche 3 palle perse.
    Per la Mens Sana:
    Anchisi 2, Daye 17, Vidili 38, Sartori 17, Thornton 18, Solfrini 12, Spinetti 2, Riccardini, Lasi, Bagnoli.
    Per Varese:
    Biganzoli 11, Bianchi 10, Komazec 41, Conti 9, Meneghin 15, Esposito 8, Bulgheroni, Savio 4, Merli, Buford 10.



    * da cronaca "Komazec con febbre a 41" di Marco Naldini


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    1968 - "Bollivano i baiocchi, son bell' cotti"


    Ezio Cardaioli:
    "Nell'anno della promozione in serie B capit di giocare una partita amichevole contro la nazionale russa che stava recandosi in Messico per partecipare alle Olimpiadi. La dirigenza mensanina riusc a organizzare questo importante avvenimento e la partita si svolse nell'unico campo coperto allora esistente, cio il palazzetto della Virtus dove noi giocavamo le partite del nostro campionato. Era la nazionale allenata dalla cosidetta Volpe Argentata Gomelski, padre del basket russo in cui giocavano dei grandissimi campioni tra cui il play Alachachan, un giocatore piccolo e massiccio dotato di grande fantasia, e il pivot Andreyev, alto ben 2,17.
    Fu la prima volta che la gente accorse numerosa a vedere il basket a Siena: un centinaio di tifosi infatti rimasero addirittura fuori dal palazzetto perch la polizia imped un super affollamento dell'impianto virtussino.
    Per giocare contro questa super squadra, all'epoca la migliore in Europa, fortissima sia dal lato tecnico che fisico, noi fummo rinforzati dal senese Barlucchi, che era emigrato giovanissimo alla Virtus Bologna per poi giocare in seguito sempre in A con Cant, Mobilquattro e Pesaro, ma anche in nazionale. Poi avemmo anche due americani, tali Sullivan e Hollendoner, entrambi intorno ai 2,05, che cercarono di diminuire il gap tra noi e questa super squadra di oltre cortina".
    L'arrivo dei due americani non fu casuale come non ci furono contatti personali (Balucchi) per portarli a Siena in occasione di quella partita. Per verit di cronaca la storia ebbe altri protagonisti: Vannini Dante dirigente degl'Ignis senese di via Toselli contatt il Borghi, proprietario degl'Ignis e questo ci mand i due americani, Sullivan e Hollendoner in organico Ignis basket per le partite di coppa.
    Fatto questo inciso riprendiamo la storia di quella partita "Mens Sana contro Nazionale russa" con le parole del prof. Cardaioli:
    Iniziammo questa partita a tutta birra, loro ovviamente giocarono all'inizio con un p di sufficienza e dopo cinque o sei minuti ci ritrovammo avanti 18-12. A quel punto la gente, gasata e forse anche un p ignorante e ottimista, inton il celebre coro (almeno per Siena) "Bollivano i baiocchi, so bell'e cotti". Detto coro era ancora nelle corde vocali dei tifosi che ci ritrovammo sotto di venti punti. La partita naturalmente termin con uno scarto intorno ai 40 punti, ma fu uno spettacolo che anche oggi viene ricordato da chi era allora sugli spalti".



    * da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" di Ezio Cardaioli

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    1967 - Mens Sana vs Costone


    Durante l'estate del '66 negli ambienti sportivi della citt non si faceva altro che parlare del prossimo campionato di pallacanestro che avrebbe visto ai nastri di partenza della serie C ben due squadre senesi: il Costone e la Mens Sana in un girone di ferro.
    Il 5 marzo del 1967 alle ore 17 si gioc il secondo derby, nel primo si era imposto il Costone per 35 a 33, definito come un vero e proprio spareggio per il primato visto che le due squadre viaggiavano accoppiate in testa alla classifica. Le tensioni accumulate erano tali che sul rettangolo di gioco successe di tutto.... ma andiamo con ordine.
    Nella cronaca cittadina del quotidiano La Nazione si legge:" Un avvio tutto di marca gialloverde con gli uomini di Brenci (coach Costone) avanti nei primi 14 minuti, poi la Mens Sana aggancia gli ospiti sul 19-19. Il punteggio si manteneva poi in equilibrio per tutta la gara con vantaggio ora dell'una ora dell'altra. All' intervallo si andava sul 30 a 29 per il Costone, ma con Baglioni dalla lunetta che falliva all'ultimo momento due tiri liberi.
    Nel secondo tempo le cose non cambiavano: al 25' ancora parit ma 5 minuti dopo sar ancora il Costone a portarsi avanti di 3 punti. Al 35' sono ancora 3 per i costoniani (51-54); ma a 2 minuti dal termine le squadre sono nuovamente in parit. Poi ad 1' e 13" la Mens Sana a portarsi in vantaggio ed a rimanervi grazie a due liberi, manco a dirlo, del solito Cappelli (63-59). Sembrava fatta per la Mens Sana, ma prima Roghi e poi Carli riportarono il Costone in parit".
    A questo punto accadde il giallo: ad una manciata di secondi dal termine, 7 per l'esattezza, fu fischiato un fallo personale di Boccini sul tentativo di entrata di Sandro Cappelli, capocannoniere del girone e ribattezzato quell'anno "l'americano della lunetta" per la sua micidiale percentuale di trasformazione nei tiri liberi (il 90% fino a quel momento). Gli arbitri decretarono i due tiri liberi; fu a quel punto che alcuni sostenitori e dirigenti costoniani entrarono nel rettangolo di gioco inveendo nei confronti del tavolo dei segnapunti e sostenendo che da l fosse partito un fischio prima di quello arbitrale. In quei frangenti successe di tutto: sospensione del derby per 10 minuti, il tavolo dei segnapunti vol gi per le scalette che dal campo conducevano negli sogliatoi, volarono seggiole, palette segnapunti, referti. A fatica fu riportata la calma, furono richiamati i giocatori dagli spogliatoi; "Nano" Cappelli si rec in lunetta, effettu il primo tiro libero....sbagliadolo. Altro tiro libero.... canestro!
    La Mens Sana vinse il derby (64-63) ed il campionato. Ad attendere la squadra vincitrice di quel campionato vi era uno sponsor importante: "Algor" che garantiva certezze e futuro... e fu cos per la Mens Sana.





    estratto da "Quelle sane e mai sanate rivalit" di Roberto Rosa


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    Il tiro a due mani di Bonci allo scadere


    Nella stagione 1947/48 la Mens Sana allenata da Remo Centini vince il girone toscano di 1^ divisione.

    Per la vittoria finale determinante il pareggio ottenuto a Livorno sul campo di via Micali (foto a lato campo via Micali) a spese del Dopolavoro Ferroviario, in una fredda e ventosa giornata del mese di febbraio 1948. A seguito delle condizioni climatiche, defficile avere la classica "mano caldo" e nei tiri dovevi considerare anche la forza del vento.

    La partita finisce 20-20 ed il canestro del pareggio (risultato consentito) desta viva sensazione e molte discussioni.
    Infatti viene realizzato da Emilio Bonci con un tiro a due mani scoccato da oltre met campo e negli ultimi istanti dell' incontro, tanto che il fischio di chiusura della gara coglie il pallone nella sua parabola ascendente e la sfera, tra la trepidante ed attonica attenzione di tutti, impiega una ... eternit prima di infilarsi nel canestro.

    Con questo pareggio la squadra viene ammessa al primo dei tanti spareggi disputati per la promozione.

    In quella Mens Sana c'erano: Bonci Emilio, Batazzi Umberto, Bigliazzi Luciano, Curti Enzo, Garuglieri Guido, Vichi Francesco, Galluzzi Giorgio, Laini Sergio, Dolfi Giovanni, Orlandi Mario, Mugnai con allenatore Remo Centini.



    da "Spigolando ... nel passato mensanino" ed. 1973


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    2000 - Boris contro Jordan


    Uopini, maggio 2000, quattro case ed un campanile lungo quella che, nei primi secoli del primo millennio, era la via Francigena. Spazi immensi addolciti dal lieve alternarsi delle colline senesi, sorvegliati, qua e l come sentinelle, da filiformi cipressi e dominati, in lontananza, dal Monte Maggio.

    "Che meraviglia!!"
    Boris ripeteva questa esclamazione ogni volta che guardava quel paesaggio che mai finiva di stupirlo.

    Uopini in quegli anni stato uno del luoghi, ad un paio di chilometri da Siena, in cui hanno preso residenza molti personaggi del crescente basket senese: Chiacig, Minto, Rossetti, coach Recalcati ed appunto Boris Gorenc.

    Niente era meglio di quel luogo per ricaricare "le batterie", per riflettere sul passato e programmare il futuro.
    Boris lo riteneva uno dei segreti delle eccellenti prestazioni che stava fornendo alla Mens Sana. In quel luogo anche gli eventi del passato acquistavano un sapore intenso e profumato come il rosso vino di "Rocca delle Macie" che ogni tanto sorseggiava a fine pasto.
    Fu proprio in una occasione del genere, in quella sera di met maggio, che gli ritorn alla mente una storia che probabilmente in tanti conoscono gi: l'uno contro uno tra Micheal Jordan e Boris Gorenc ai tempi in cui l'asso sloveno era in prova ai Chicago Bulls.

    Fin dal primo giorno Gorenc chiese a Jordan di fare un uno vs uno.
    Sempre rifiutato. Sempre.
    Poi un giorno a Gorenc comunicarono il taglio. Durante l'ultimo allenamento, con coach Jackson in piedi per il solito breafing ed al quale Jordan non vi partecipava mai (arrivava sempre dopo) ecco M.J. Va dal coach, vi parlotta sopra due minuti; poi Jackson si siede. Jordan prende una palla, si gira verso la panca e la passa a Gorenc.
    Comincia l'uno contro uno.
    Per la cronaca Gorenc va avanti 9 a 1, ma in casa Jordan si va fino a 10. Morale della favola, passano quattro cinque possessi e Jordan, si porta sul 9 a 8.
    Sull'ultimo potenziale possesso Gorenc, per due volte, commette un fallaccio pur di non farlo segnare. Quasi una ripicca, tanto che Jackson si alza in piedi e dice basta. Ma Jordan fa un gesto con la mano, e gioca l' ultimo possesso.
    Ecco il momento in cui Gorenc sente la musica, vive il momento e si gode in diretta quell'incredibile tiro in allontanamento che solo MJ sa fare.
    E perde.
    Stretta di mano. Fine di un sogno. Fine di tutti i sogni.
    Un ricordo indelebile. Per dire cha dietro un grande giocatore c' sempre un grande uomo, e lo misuri nel tempo, nel sapore dei ricordi che ti lascia.


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    1965 - Marta Pellegrini non ebbe il successo di Nomi Pesciolini



    Nel giugno del 1965 ricorrendo il cinquantenario della prima esibizione in Italia del gioco della pallacanestro ad opera proprio di una squadra di ginnastica della Mens Sana, la Societ organizza il Trofeo dOro Enrico Bianchini, trofeo per squadre regionali.

    Vi prendono parte: Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. Le quattro formazioni presentano nelle loro file una trentina di giocatori nazionali. E uno spettacolo di basket di alto livello tecnico.

    Vediamo come risponde questa citt madrina del basket italiano.
    Intanto giusto far presente che assistono alla manifestazione il Presidente Federale prof. Decio Scuri ed altri dirigenti e tecnici nazionali.
    La Societ offre al Presidente della Fip ad ospiti e cittadini la riproduzione perfetta di quellevento con tanto di manoscritto relativo alle regole del gioco tradotte dallinglese dalla prof.essa Ida Nomi Pesciolini, istruttrice delle ginnaste mensanine che tale gioco dimostrarono a Venezia nel concorso ginnastico del 1907.

    Il torneo viene aperto con una rievocazione storica di quellevento effettuata da squadre femminili preparate dalla prof.essa Marta Pellegrini.

    Allimportante e significativo evento ed ai successivi incontri di livello assiste per poco pubblico.
    Si giustific dicendo pubblico tenuto lontano da unarietta fredda e quasi autunnale.

    Poich alla Manifestazione sono presenti alcuni amministratori comunali si prende lo spunto delle particolari condizioni climatiche per sollevare ancora una volta lannoso problema del campo di gioco anche perch sfumata la possibilit di realizzare un impianto all interno della fortezza medicea come prospettato in un primo tempo dalla Amministrazione Comunale.




    memorie storiche tratte da pubblicazioni dell'epoca presso la Bibloteca Comunale effettuate da Stefano Fini

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    Dal "Premio simpatia" ad un incidente poco simpatico


    "18 maggio 1975 - L'allenatore della Sapori Mens Sana, il suo vice ed un giocatore sono rimasti feriti in un'auto finita stanotte in una scarpata dell'autostrada Siena-Firenze e si trovano ricoverati al policlinico in serie condizioni.
    L'allenatore Ezio Cardaioli, di 40 anni, e il vice Giorgio Brenci, di 39 anni, avevano preso posto nella "Bmw 1600" targata SI 94660 condotta dal giocatore Piero Franceschini, di 24 anni, di Rosignano Solvay.
    I tre sportivi reduci da Firenze, dove era avvenuta la cerimonia della consegna del premio "Gran simpatico", viaggiavano verso Siena quando giunti in comune di Monteriggioni la vettura ha sbandato, ha sfondato il guardrail ed precipitata nella scarpata compiendo un volo di una ventina di metri."
    Questo quanto fu riportato nella cronaca dell'epoca mentre nel memoriale di Ezio Cardaioli troviamo scritto:
    Tornando da Firenze, dove fummo premiati come componenti della squadra toscana pi simpatica dell'anno, si accadde un fatto tutt'altro che simpatico: uscimmo di strada nei pressi delle Badesse a causa di un colpo di sonno capitato al guidatore Franceschini. La Bmw di Piero, non essendoci ancora il guardrail centrale, attravers tutta la sede stradale ed usc dalla parte opposta sbattendo nel guardrail. Nell'impatto il Brenci venne catapultato in una spinaia, si procur diverse fratture; Franceschini invece fu sbalzato nella sede stradale ed io rimasi dentro la macchina che si ribalt. In qualche modo riuscii ad uscire dalla macchina e vidi Piero che era in un lago di sangue nell'asfalto e ovviamente si lamentava invocando la mamma; il Brenci si fece vedere in mezzo a una spinaia a met scarpata con un accendisigaro. Io mi misi a fermare le macchine ....

    * dalla "Nazione" del 18/5/1975 e "Dal basket amatori alla serie A, andata e ritorno" di Ezio Cardaioli



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    1979 - A Verviers la prima in Coppa


    L'Antonini ha esordito in modo stupendo nella coppa d'Europa intitolata al giocatore jugoslavo Korac. Ha vinto nelle Ardenne il suo primo impegno in una coppa internazionale e lo ha vinto alla maniera grande (78-63).
    La squadra dell'Antonini temeva questa prima esperienza internazionale sia perch non si conosceva l'esatto valore della squadra belga, sia per le condizioni ambientali. Si giocato infatti in una specie di fossa dei leoni con un campo al quale stato tolto anche il velo protettivo del linoleum. Si giocato su un terreno durissimo in cemento ed a temperature quasi polari. Problemi anche logistici dato che gli albergatori non avevano fornito tutte le camerette con letti singoli.
    La gara stata impostata dai senesi sul ritmo blando: ci che si temeva maggiormente era la velocit dei belgi e soprattutto del play Hysmans, per verit troppo basso, ritenuto uno dei pi forti insieme al nazionale Alen Stallenberg e a quel Mulligan che i tecnici della Mens Sana ben conoscevano perch l'americano di Verviers due anni fa aveva disputato il torneo delle Contrade con i colori della Civetta.
    Fra i senesi ottima la prova di Giroldi, ieri sera in ottima forma, che ha avuto una percentuale sbalorditiva da fuori di 6 su 7...




    dalla "Nazione" del 01/11/1979 di Guido Parigi

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    2019 - La nuova fine della Mens Sana


    Una delle societ pi gloriose della nostra pallacanestro stata esclusa dalla serie A2 per motivi finanziari e sportivi, dopo una serie di vicende quasi incredibili.

    La Mens Sana Basket 1871 stata cancellata dal campionato di serie A, gi sufficientemente falsato, e con questo atto (dovuto) della federazione si chiude una storia controversa e in certi anni gloriosa, con cui peraltro la pallacanestro italiana non ha ancora davvero fatto i conti. Una storia che gi si era interrotta con il fallimento del 2014, dopo la finale scudetto persa contro la Milano allenata da Luca Banchi, che la stagione prima il titolo (poi revocato) lo aveva vinto sulla panchina senese. Interrotta quasi in concomitanza con la fine dellera di Ferdinando Minucci, ma subito ripresa in serie B con la promozione immediata in A2 dopo lo spareggio con Agropoli.
    Da allora la Mens Sana stata in quello che molti appassionati considerano il vero campionato italiano, visto che i due stranieri e la sua relativa stabilit lo fanno assomigliare alla emozionante A1 degli anni Ottanta e primi Novanta. Ma la sua vita non mai stata tranquilla, perch nel 2016 ha attraversato unaltra crisi finanziaria, risolta anche con una sorta di azionariato popolare unica nell'Italia del basket. Nel 2017 lentrata in scena di Massimo Macchi, con Guido Bagatta presidente onorario: navigazione a vista fino alla scorsa estate e stagione che gi viene iniziata a meno 3 punti, per un ritardo nel pagamento delle tasse federali.

    La squadra guidata da Paolo Moretti fa quello che pu, ma a febbraio di fatto arriva al capolinea fra stipendi non pagati e altre situazioni che fanno fuggire i giocatori.
    Si arriva cos alla mancata trasferta a Legnano, con conseguente 0-20, e al punto di non ritorno della partita con Biella giocata giocata dai ragazzi.
    Poi lesclusione e la cancellazione di tutti i risultati ottenuti in questo campionato, in modo almeno da neutralizzare questa presenza fantasma. Il futuro realistico prevede la ripartenza dalla Prima Divisione, ma la situazione finanziaria della pallacanestro tale che un diritto per un campionato superiore viene quasi tirato dietro e quindi ha buon gioco chi parla di fantomatiche cordate o degli inevitabili investitori americani. Il passato glorioso comunque rimane e chi contro quella super Siena ha perso non che si senta granch indennizzato dalle ultime revoche.



    dal "Guerrin Sportivo" del 21/03/2019 di Stefano Olivari

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    2003 - Il canestro fantasma di Barcellona


    9 maggio 2003 a Barcellona, St. Jordi, primo atto della Final Four di Eurolega che due giorni dopo proietter il Barca sul tetto d'Europa.
    La Mens Sana se la gioca con la Benetton Treviso: sotto di 19 punti ad un tiro di schioppo dall'intervallo, la Montepaschi di Ataman fa quadrato e si aggrappa alle proprie sicurezze, che nell'occasione sono Stefanov e Vukcevic; l'irruenza di Kakiouzis fa il resto, riscrivendo una partita che dal 25-41 passa sul 55-47 mandando in visibilio i 3000 senesi saliti sulla collina del Montjuic.
    A quattro minuti dalla fine la Mens Sana sopra 58-52 ma il colpo di coda dei trevigiani dietro l'angolo. Garbajosa e Nicola impattano, Bulleri negli ultimi 30" scrive 62-63 con un canestro da due che solo gli arbitri Betancor, Koukoulekidis e Martin considerano da tre: una tripla-fantasmo (il cecinese pestava la linea, come dimostrer il replay) che condizioner l'attacco successivo di Siena, incapace di replicare e alla fine sconfitta per 62-65 non senza recriminazioni. Per esempio quelle su Turkcan (0 punti) e sul povero Alphonso Ford (5/19), scioltisi come neve al sole nella serata pi importante.



    di Stefano Fini

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    1976 - Uscimmo al grido: "venduti! venduti!!"


    Per la Mens Sana il campionato 1975/76 in parte fu sfortunato ed in parte talmente vergognoso, in poche parole una stagione da dimenticare.
    La Fip invent una nuova formula relativa allo svolgimento del campionato. Ci fu una prima fase e chi entrava nelle prime sei (il campionato era a dodici squadre) faceva la cosidetta poule finale, le altre sei venivano inserite in due gironcini mischiate con squadre di A2.
    La Sapori non ce la fece per un pelo a entrare tra le prime sei: con 20 punti infatti giunse a pari merito con altre tre squadre, Snaidero, Mobilquattro e Jollycolombani; la Snaidero e la mobilquattro per il solito discorso della classifica avulsa entrarono tra le prime sei e quindi furono ammesse alla poule finale. La Mens Sana fu inserita invece in un girone che comprendeva anche la China Martini e la Brina Rieti di A1, pi Petrarca Gorena, Duco Mestre, Juve Caserta, Fag Napoli ed Ausonia Genova di A2.
    Vincemmo questo "secondo campionato" abbastanza agevolmente, giungendo primi con alle spalle la Gorena Petrarca e la Chinamartini, cos nello stesso campionato conseguimmo la retrocessione e di nuovo la promozione in A1.
    Voglio per ricordare la brutta figura che si fece nell'ultima partita di questa seconda fase: eravamo gi matematicamente sicuri di essere ritornati in A1 e dovevamo giocare al Dodecaedro con la Petrarca Gorena di Sales, che invece per essere promossa (veniva dall'A2) doveva per forza vincere contro la Mens Sana. Naturalmente nonostante le mie raccomandazioni di finire l'anno "a modino" accadde che le motivazioni dei goriziani si dimostrarono sul campo cos forti al punto di essere determinanti ai fini del risultato, che fu addirittura di 78 a 56 a loro favore. Doveva essere una festa per il ritorno in A1, invece uscimmo dal campo tra fischi, sfott vari e al grido "venduti venduti".

    * da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" di Ezio Cardaioli




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    1955 - Cosa videro due arbitri impauriti


    Siamo nella stagione 1954/55 Bruno Casini torna ad essere l'allenatore della squadra, dopo la parentesi Bonci, ed il campionato vede ancora la Mens Sana tra le protagoniste unitamente a Cus Perugia.
    Viene varato un preciso programma tecnico con particolare riferimento al vivaio giovanile; tra gli allievi troviamo Falaschi Paolo, Barlucchi Alfredo, Oscar e Paolo Semplicio. La prima squadra poteva fare assegnamento su Bigliazzi, Stoppini, Santini, Gianni, Paganini ed i giovani Cardaioli, Collodel, Viti Antonio, Emilio Giannelli, Sani Pietro e Babbucci Pietro.
    Dicevamo squadra protagonista, Mens Sana prima in classifica fino a quando una brutta domenica mattina la squadra venne sconfitta a Pontedera nella penultima giornata del campionato terminando al secondo posto ad un punto dal Cus Perugia.
    Cosa accadde a Pontedera ? Di tutto e di pi; di quella partita Renzo Corsi (cronista presente) cos scrisse:
    "ambiente paurosamente ostile ... i due arbitri emiliani manifestamente timorosi ... gli errori arbitrali si accumulavano ai nostri danni. Ora siamo qui impotenti con la nostra grande delusione. Non ci saranno campagne di stampa, scandali nazionali per questi ignoti arbitri che su di un piccolo campo convalidarono anche un canestro non fatto, la palla tocca la retina esterna, non entra.
    Con la loro grande paura decretarono la condanna di una squadra, i sacrifici di tutti. Qui la nostra tristezza."



    dal numero unico del 1973 "Spigolando nel passato"

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    1953 - Giocatori improvvisati falegnami


    Per l'ultimo incontro del girone eliminatorio del campionato nazionale di serie C 1952/53 la Mens Sana deve ospitare la Libertas di Pisa. La squadra senese ha condotto tutto il torneo in testa della classifica e soltanto nella penultima trasferta si vista superare di un punto dai pisani.
    L'attesa per l'incontro vivissima e la richiesta dei biglietti d'ingresso nell'angusto campo di S. Agata diventa pressante. Come ospitare tanto pubblico ?
    Ecco che i giocatori, invece di allenarsi per l'importante gara, si mettono a lavorare manualmente, e costruiscono alcule pedane ed una tribunetta in legno.
    Domenica 22 marzo 1953 il campo zeppo fino all'inverosimile di una festante folla di appassionati che non fa mancare il proprio incitamento. Dopo una gara entusiasmante la Mens Sana supera, in un finale travolgente, gli avversari col punteggio 45-35, ottenendo l'ammissione agli spareggi.
    Assistono alla partita un migliaio di persone di cui 757 paganti.



    Ripercorrere il passato mensanino del 1969

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    1973 - Filippone ed Alvarino nei ricordi di Cardaioli


    Ezio Cardaioli, il coach della prima promozione in serie A, ricorda:
    Le promozioni in serie A erano due e se le contendevano le prime due del girone nord (Gorizia e Vigevano) e quelle del girone sud (Mens Sana e Rieti). Queste quattro squadre disputarono un gironcino andata e ritorno per contendersi il passaggio al Paradiso del basket nazionale.
    Le due squadre del nord erano date per favorite da tutti gli addetti ai lavori e della stampa sportiva. La Splugen poi, avvezza a vincere sempre nel suo girone, superando i fatidici cento punti a partita, veniva data la sicura promossa in serie A. Io ovviamente studiai le nostre tre avversarie e andai a vederle prima che cominciasse la fase finale perch ero fermamente convinto del detto "Partita vista, partita vinta". A quel tempo non c' erano le cassette e tutta la tecnologia di ora, bisognava partire e andare a vedere le partite di persona se si voleva avere i dati tecnico-tattici di una squadra. A tal proposito mi ricordo che per vedere la squadra di McGregor, che come accennato segnava sempre oltre cento punti a partita, andai a Mestre insieme al mio amico e segretario di sezione ragionier Filippone, molto esperto nella ripresa delle partite con una cinepresa che oggi sarebbe sicuramente un cimelio di valore. Mi paludai con tanto di cappellaccio, barba e baffiper non farmi riconoscere, ci sistemammo in alto in un palazzetto stracolmo e, mentre io prendevo appunti alla meglio, il ragionier Filippone riprendeva la partita con la cinepresa nascosta sotto l' impermiabile. Il viaggio a Mestre pag alla grande, perch quando la squadra di McGregor venne a Siena segn la bellezza di 53 punti, e noi 57, e quando andammo a Gorizia per il ritorno si vinse 67-60 la partita che in pratica ci spalanc le porte della serie A.

    Riguardo questa fondamentale partita, che fece esultare Siena e port per la prima volta i tifosi a fare caroselli in Piazza del Campo, mi piace ricordare che, andati a letto dopo aver mangiato e festeggiato, ci ritrovammo tutti, verso le tre, nei corridoi dell' albergo con gli occhi sbarrati e tanta frenesia addosso. Cos decidemmo di partire subito per Siena, senza aspettare la mattina. Mentre si entrava in pullman tutti euforici e vocianti, il nostro mitico massaggiatore Alvarino disse: "Mah, forse ho sbagliato la dose (di non so che cosa, ndr) che ho messo nell' acqua da bere durante la partita".



    estratto da "Dal basket amatori alla serie A andata e ritorno" di Ezio Cardaioli maggio 2009

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    1953 - Santini e Guidarini incantarono Roma


    Stagione1952/53:
    la Mens Sana reduce dalla sconfitta interna subita ad opera della Morini di Bologna; occorre reagire decisamente allo scoramento e dare una prova di carattere per riconquistare la fiducia del pubblico. I giocatori annunziano fervidi propositi di rivincita per la prossima partita che si disputer a Roma contro la forte Stella Azzurra. La preparazione fisica e mantale intelligente. Casini studia una nuova tattica per bloccare il lungo Costanzo (affidato alla guardia di Stoppini) e per liberare verso il canestro Guidarini, il miglior nostro realizzatore in trasferta (a Roseto 35 punti).
    A Roma vinceremo (52/50) e la vittoria, contro la Stella Azzurra, sar, senza dubbio, una delle pi significative della storia della pallacanestro mensanina.
    Nell'arco della partita c' un episodio che vale la pena di ricordare: Santini , funambolo ed estroso come sempre entra in palleggio basso, sulla destra, col pallone quasi nascosto dal corpo si libera in aria e tira in canestro richiamando su di se la guardia di Chiaria che non si accorge che Santini tira senza il pallone che andato a finire nelle mani di Guidarini che segna indisturbato.
    Applausi a non finire anche da parte del pubblico romano.



    estratto da Spigolando sul passato di M.M. articolo contenuto nel Numero Unico pubblicato in occasione promozione del 1973

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    1956 - Sardegna: la prima trasferta impegnativa


    E una tranquilla serata fine estate del 1956, la notizia giunge alla sede di via S.Agata e rimbalza subito al caff la Lizza, ritrovo di sempre degli appassionati di basket. La Mens Sana stata ammessa alla serie B, al posto della rinunciataria squadra del Pietro Micca di Biella, per il campionato 1956-1957.
    Occorrono nuove risorse economiche per rafforzare la squadra ed affrontare i maggiori costi di gestione.
    A titolo di curiosit ricordiamo la trasferta in Sardegna (la prima) effettuata via mare.
    La spesa gravosa (per quellepoca) ed ammonta a L. 219.000. La cassa sociale non dispone di tale importo per cui necessario ricorrere alla cortese benevolenza di alcuni dirigenti.
    La trasferta dura dalle ore 14 di sabato 8 dicembre fino al tardo pomeriggio di marted 11. La traversata, che prima della partenza aveva destato qualche preoccupazione, si svolge con mare calmo e con gli atleti a passeggiare sui ponti con laria di vecchi lupi di mare.
    Nel viaggio di ritorno Pacini tiene desta lattenzione della comitiva con invito a veglia, nella propria cabina, per partecipare ad un..minipalio. Il gioco non diverte laccompagnatore ufficiale, al quale negata la soddisfazione di vedere vincere il cavallo prescelto.



    estratto da Spigolando sul passato di M.M. articolo contenuto nel Numero Unico pubblicato in occasione promozione del 1973

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    2004 - "Foffo" un amico


    Biografia sportiva:
    Alfhonso nasce il 31 ottobre 1970 nel sud degli Usa a Greenwood nel Missisipi. e come tutta la gente del profondo sud dimostra di avere una fiera dignit ed una straordinaria forza contro le difficolt della vita.
    Alphonso non uomo da mezze misure: o tutto o niente. Il suo College Universitario stato quello del Wolley State del Missisipi ed passato di l in quegli anni non certo in modo anonimo o semi-anonimo: totalizza 3.000 punti, diventando di gran lunga il miglior realizzatore di ogni epoca. L' Nba storce la bocca per la sua statura; lui non ci sta, non giocatore da bassi minutaggi. Irrompe cos nel palcoscenico europeo diventando il capocannoniere della manifestazione pi importante.
    La Montepaschi che punta al vertice italiano ed europeo lo sceglie come "stella", come punto di forza. Diviene la migliore guardia della serie A e trascina Siena alla prima semifinale scudetto della sua storia. Raggiunge le Final Four di Barcellona e lui per il terzo anno consecutivo il miglior marcatore della manifestazione.
    Nell'estate del 2003 passa alla Scavolini ed il 29 maggio 2004 gioca la sua ultima partita ufficiale, proprio contro la sua ex squadra, la Mens Sana .
    Il 4 settembre ci lascia dopo aver scritto, pochi giorni prima (26 agosto) una lettera che riportiamo a seguito nella sua parte iniziale.

    "Cari amici,
    sono nella sfortunata posizione di dover annunciare che non sar in grado di disputare la stagione 2004/05 con la Scavolini. Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono pi, a questo punto, di competere come un atleta professionista. In questo momento sono veramente grato a tutti voi e a tutti gli allenatori , compagni di squadra e tifosi, arbitri e dirigenti che, nel corso di questi anni, mi hanno dato l'opportunit di competere nello sport che ho amato di pi .."

    Alphonso Ford - "Fonzie" per i tifosi di Pesaro "Foffo" per quelli di Siena



    estratto da Give me five" del 2005

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    1973 - Il primo americano: Carl Johnson



    Sia detto con tutto il rispetto e la dovuta devozione: se Sant'Ansano fu il promartire cristiano della storia di Siena, Ernesto Carlo Johnson stato il protoamericano della pallacanestro senese.
    Era il 12 agosto 1973, quando arriv a Siena, ingaggiato dalla Sapori Mens Sana del duo Corradeschi - Pasqualini su indicazione precisa di coach Ezio Cardaioli.
    Carlo Ernesto Johnson, pivottone di 208 cm., nato nel 1948, baricentro basso, carattere timido, sorriso dolce; aria di persona beneducata, capelli tagliati corti come un marine in libera uscita, tipico americano bianco, ragazzo di campagna serio e puritano come i suoi avi svedesi arrivati con i Padri Pellegrini alla nuova frontiera.
    Carlo Ernesto sbarca a Siena con la moglie belga di cui non ricordo il nome, un cane pastore (femmina) dal nome impronunciabile e poche cose: coltelli da intaglio, sculture di anatre selvatiche, realizzate da provetto scultore del legno, mobili rustici ed oggetti che rivelano il suo amore per la natura e gli spazi sconfinati di una terra, l'Oregon, in cui vuole tornare appena fatti un po' di soldi con il basket.
    Persona splendida Carletto, sia sul campo da basket che in campagna; ti ospita nel suo casolare vicino al Chianti, cucina prelibata, piatti imparati nelle Hawaii a base di ananas, riso e maiale stufato. Roba sopraffina.
    Carlo Ernesto se ne ritorna nell'Oregon alla fine della sua avventura senese nello stesso modo in cui arrivato: carica sull'auto mobili fatti da lui a mano, anatre selvatiche scolpite con indubbio talento, una paccata di ricordi e qualche ritaglio di giornale. Se ne va la moglie belga di cui non ricordo il nome e la bella cagna pastora dal manto fulvo.
    Se lo vuoi trovare devi andare nell'Oregon (se non si spostato) e chiedere di lui alla guardia forestale che abitualmente gli fornisce il miglior legno per l'intaglio.




    estratto da "Due o tre cose su quei cinque" di Paolo Maccherini

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    2007 - Supercoppa: Siena umilia Treviso


    24 settembre 2007, tempo di migrare. Dagli incubi allucinanti del deserto estivo, dagli Europei di Spagna che hanno sbattuto il basket italiano fuori da tutto per i prossimi due anni, alla Supercoppa (a Siena), primo happening stagionale, che oppone la vincitrice dello scudetto a quella della Coppa Italia. Il trofeo lo alza Siena ed il secondo dopo quello del 2004 (anche allora battendo Treviso). Ma in agguato ci sono incubi angoscianti: 96-50 il risultato finale. Treviso sommersa anche di 57 punti (90-33 al 36'!). Maramaldo abitava qui? Siena, anche esagerando, rimane l'unica isola cui il basket deve guardare per ispirarsi al futuro. La pi piccola grande capitale, per la capacit di coniugare fenomeni economici e culturali, che nel basket si traducono in capacit di programmare. La Montepaschi schiera appena tre giocatori nuovi, Ress, Lavrinovic e Thornton, Treviso ne conserva solo tre della passata stagione, Mordente, Soragna e Gigli. Siena esprime un dialogo gi evoluto e molto raffinato, frutto della memoria del recente passato; la nuova Treviso invece balbetta, cercando di rispondere per 14' (20-20). Poi il diluvio universale, 32-0 di parziale (52-20 al 24'): un tempo e mezzo per Treviso senza segnare! Il resto stato solo un dilagare con Stonerook che infila cinque punti in fila per dare il via alla fuga (valutazione altissima:25) e Mc Intyre che, con il telecomando, trova i compagni: 7 assist semplicemente clamorosi. Confronto improponibile, sintetizzato in un dato su tutti: 31 palle perse dalla Benetton. Il prossimo campionato, che scatta nel fine settimana e che oggi viene presentato a Roma, ha il vecchio padrone. Forse ancora pi cattivo.



    estratto da "Il Corriere della Sera", articolo di Werther Pedrazzi

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